Chi siamo

La storia di come un passero su un balcone ha cambiato tutto

Passero Urbano è nato un martedì mattina del febbraio 2025. Ero sul balcone con il caffè, guardando distrattamente la strada, quando un passero si è posato sulla ringhiera. Non c'era nulla di speciale in quel momento, eppure qualcosa mi ha fatto fermare.

Il passero non faceva nulla di particolare. Stava lì, immobile, guardando verso est. Ho aspettato. Lui è rimasto. Per tre minuti esatti (li ho contati) siamo stati lì insieme, io con il caffè, lui con i suoi pensieri di passero.

E mi sono reso conto di una cosa: vivevo in città da dieci anni e non avevo mai davvero guardato la natura che mi circondava.

Ho iniziato a tenere un taccuino. Niente di fancy, solo appunti: quando vedevo passeri, dove, cosa facevano. All'inizio era sporadico. Poi è diventata un'abitudine. Poi qualcosa di più.

Ho scoperto che i passeri hanno routine. Che alcuni alberi sono più popolari di altri. Che dopo la pioggia c'è sempre una "corsa alle pozzanghere". Che in inverno formano stormi più grandi. Piccole cose. Ma cose che nessuno si ferma più a notare.

La filosofia

Passero Urbano non è un progetto scientifico. Non siamo ornitologi professionisti. Siamo solo persone che hanno scelto di rallentare e guardare. La città è piena di natura, ma siamo troppo occupati a correre per notarla.

Questo sito è nato per condividere quello che imparo. Osservazioni quotidiane, riflessioni, guide pratiche per chi vuole iniziare. Non servono attrezzature costose o conoscenze specialistiche. Serve solo la volontà di fermarsi e guardare.

Se vivi in città e pensi che la natura sia "altrove", ti sbagli.

È sul tuo balcone. Nel parco sotto l'ufficio. Nella piazza dove prendi il caffè. Nella pozzanghera dopo la pioggia. È ovunque. Basta aprire gli occhi.

Perché "Passero Urbano"?

Il passero è l'uccello più comune e più ignorato delle nostre città. Onnipresente ma invisibile. Esattamente come tutta la natura urbana che diamo per scontata.

Questo progetto è un invito a notare l'ovvio. A vedere quello che è sempre stato lì, ma che abbiamo smesso di guardare.

Se stai leggendo questo, probabilmente anche tu hai sentito quel richiamo. Quella sensazione che ti manca qualcosa. Che la vita corre troppo veloce. Che vorresti fermarti, ma non sai come.

Inizia con i passeri. Sono ovunque. E ti stanno aspettando.

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Questo è un progetto aperto. Se anche tu osservi la natura urbana, se tieni un diario, se hai storie da condividere, scrivici.

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Rallentare non è perdere tempo. È trovare il tempo che pensavamo perduto.

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Niente barriere. Niente attrezzature costose. Solo occhi, pazienza e curiosità.

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